{"id":1164,"date":"2015-07-22T15:54:36","date_gmt":"2015-07-22T13:54:36","guid":{"rendered":"http:\/\/giovannasottini.it\/it\/?p=1164"},"modified":"2016-01-26T14:32:52","modified_gmt":"2016-01-26T13:32:52","slug":"premio-combat-2015-prize","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/premio-combat-2015-prize\/","title":{"rendered":"Premio Combat 2015 Prize"},"content":{"rendered":"<p><strong>Niente da vedere, Niente da nascondere<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Andrea Bruciati<\/strong><\/p>\n<p>In un recente sondaggio di Guido Mazzoni (I destini generali, Laterza) si cerca di fare il punto sulla deriva delle ideologie della nostra epoca. Almeno noi occidentali siamo ad uno sbocco antitragico secondo lo studioso, perch\u00e9 nulla trascende la mera soddisfazione dei nostri bisogni individuali, soffusi da una patina di tolleranza che intorpidisce i conflitti interni e che esorcizza quelli esterni. Nulla di tragico ma neppure nulla di trascendente in una societ\u00e0 dei consumi per cui l&#8217;obbligo del desiderio e l&#8217;imperativo del godimento sono matrici di quel &#8220;consumismo obbligatorio&#8221; come conferma lo stesso Lacan. All&#8217;inizio del millennio il modo di vita che esce vittorioso \u00e8 quello meno eroico, meno grandioso, ma anche il pi\u00f9 immanente seppur venato da un costante senso del disagio. E allora la funzione dell&#8217;artista, soprattutto del giovane autore, in questa apparente staticit\u00e0 qual \u00e8? Voglio sperare che diventi garante di un&#8217;azione parallela, ovvero che sviluppi una forma di resistenza a questa forma disomogenea di vuoto. Portavoce di un&#8217;impresa nevrotica per eccellenza, me lo immagino teso a riconnettere a un futuro comune destini individuali &#8220;liberati&#8221; e nuovamente responsabilizzati.<\/p>\n<p>Una doverosa premessa per introdurre un Premio che si sta caratterizzando nel panorama nazionale come dinamico ed innovativo, particolarmente orientato verso le spinte creative e propulsive di una societ\u00e0 alla stregua fondamentale immobile. Se l&#8217;Arte deve saper interpretare la vita contemporanea nella sue trasformazioni ed aporle, allora ritengo che la sfida possa essere ancora pi\u00f9 intrigante quando affidata alle nuove generazioni: a quei giovani cio\u00e8 che ancora possono e devono investire le loro forze per un&#8217;azione, se non rivoluzionario-combattiva, almeno protesa ad istanze utopiche di cambiamento. La loro riflessione non si basa certo su risposte definitive, anzi spesso hanno l&#8217;incoscienza del tentativo frammentario, ma nella migliore delle ipotesi si strutturano quali proposte coraggiose. Un guardare avanti allora, perch\u00e9 non potrebbe essere altrimenti. Lo sguardo dell&#8217;arte suggerisce nuove prospettive, offrendo un punto di vista non ortogonale perch\u00e9 interrogarsi sul presente significa anche costruire un percorso, una nuova geometria, che prova, senza arrendersi, ad esplorare ogni possibile destinazione. Il Premio Combat pu\u00f2 agire in tal senso individuando le potenzialit\u00e0 su cui scommettere, supportandole, e stimolando una crescita culturale per l&#8217;intero territorio.<\/p>\n<p>La valutazione, secondo i miei parametri di giudizio, riguarda pertanto una fascia generazionale germinale che per\u00f2 sta dimostrando di potersi confrontare su progetti di ampio respiro: artisti che hanno scelto di lavorare professionalmente, conducendo un percorso continuativo di ricerca in modo coerente. Fra gli autori segnalati da portfolio digitale, nella lista di seguito, evidenzio quei giovani pi\u00f9 intriganti e attuali e, non da ultimo, che possiedono delle evidenti potenzialit\u00e0 di crescita, anche in vista delle residenze su cui il Premio Combat ha cos\u00ec fortemente investito.<\/p>\n<p>Per la pittura e la grafica vorrei evidenziare pertanto le prove di: Kristina Alsauskaite, Nicol\u00f2 Bruno, Julia Marco Campmany, Roberto Carovilla, Veronica De Giovannelli, Alessandro Fogo, Niklaus Manuel Gudel, Egie Karpaviciuta, Justine Luce, Davide Mancini Zanchi, Cristiano Menchini, Dario Molinaro, Lorenzo Morri, Vincenzo Purizo, Marco Rossi, Massimo Stenta, Maddalena Tesser, Sulitane Tusha, Sally Vigan\u00f2. Per quanto concerne l&#8217;immaginario fotografico, la mia attenzione si \u00e8 invece soffermata su Eric Davanzo, Matteo Girola, Rachele Maistrello, Federico Morri, Alessio Zernoz, mentre per la scultura\/istallazione \u00e8 nei nomi di Paolo Brambilla, Samuele Cherubini, Silvia Giambrone, Marco Gobbi, Miz Nakaishi, Fabio Ranzolin che ritengo vi siano le prove pi\u00f9 convincenti. Non da ultime le sperimentazioni di arte in movimento, per cui mi sono soffermato su quattro autori come: Ricky Bardy, Francesco Cardarelli, Daniel Nicolae Djarno, Roberto Fassone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Patrizia Sandretto Re Rebaudengo<\/strong><\/p>\n<p><em>Presidente Fondazione\u00a0 Sandretto Re Rebaudengo<\/em><\/p>\n<p>Sono lieta di far parte anche quest&#8217;anno della giuria del Combat Prize, insieme a Fabio Cavallucci, Francesca Baboni, Andrea Bruciati, Stefano Taddei e Roberta Vattorta. Le difficolt\u00e0 che la cultura contemporanea attraversa oggi in Italia, anche a causa della situazione economica del nostro Paese, diminuiscono le occasioni di visibilit\u00e0 per i giovani che desiderano intraprendere una carriera artistica di qualit\u00e0. Per questo motivo il Combat, giunto alla sua sesta edizione facendo registrare un notevole incremento di partecipanti, rappresenta una vetrina importante, ma anche un concreta possibilit\u00e0 di sostegno per i giovani ed \u00e8 quindi un appuntamento irrinunciabile per la promozione e la ricerca di nuovi talenti artistici in Italia.<\/p>\n<p>Ogni anno gli organizzatori del concorso ne curano scrupolosamente l&#8217;organizzazione. Quest&#8217;anno per i finalisti \u00e8 stata organizzata la mostra al Museo Civico Giovanni Fattori ex Granai di Villa Mimbelli e alla Fortezza Vecchia di Livorno (dal 27 giugno al 25 luglio 2015), e tre vincitori hanno l&#8217;occasione di partecipare ad una residenza Firenze, Livorno o Berlino. Il concorso si conferma come piattaforma efficace non solo per la scoperta, ma soprattutto per la crescita dei giovani artisti, chiamati a confrontarsi con scene artistiche differenti e con i professionisti del settore.<\/p>\n<p>Partecipare ad una residenza, in Italia e all&#8217;estero, \u00e8 sempre un&#8217;esperienza formativa importante. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo \u00e8 impegnata da molti anni per promuovere e supportare progetti di residenza. In particolare, Fondazione organizza da nove anni una residenza per giovani curatori stranieri, che si configura come un laboratorio per le pratiche curatoriali ma anche come una forma di promozione degli artisti italiani, ai quali viene data la possibilit\u00e0 di far conoscere il proprio lavoro ai giovani professionisti che lavorano sulla scena internazionale,suggerisco sempre a tutti gli artisti, specialmente quelli all&#8217;inizio della loro attivit\u00e0, di prendere in considerazione l&#8217;opportunit\u00e0 di partecipare ad una residenza, un&#8217;esperienza oggi pi\u00f9 che mai determinante per lo sviluppo della loro carriera. Ma fa piacere quindi constatare che la mobilit\u00e0 dei giovani artisti \u00e8 in aumento, come dimostrano molte delle biografie dei partecipanti al Combat Prize.<\/p>\n<p>Ogni anno trovo interessante analizzare alcuni risultati numerici del concorso, risultati che permettono di comporre un&#8217;istantanea dello stato dell&#8217;arte contemporanea in Italia, dei suoi orientamenti, delle sue caratteristiche e della diversit\u00e0 dei suoi linguaggi. Anche quest&#8217;anno vi \u00e8 una sostanziale parit\u00e0 tra artisti uomini (52%) e donne (48%). Per quanto riguarda i mezzi espressivi utilizzati, la pittura rimane il medium pi\u00f9 amato dagli artisti, con quasi la met\u00e0 delle opere in concorso (48% dei partecipanti), seguita dalla fotografia (in crescita rispetto allo scorso anno, con il 19%) a pari merito con installazione e scultura (rispettivamente 19% ciascuna). Chiudono la graduatoria la grafica (10%) e il video, con solo il 4% delle opere presentate.<\/p>\n<p>Questi dati evidenziano una decisa riscoperta da parte degli artisti giovani della scultura e dell&#8217;installazione, che raggiungono gli stessi risultati numerici di un medium &#8211; la fotografia &#8211; tradizionalmente molto amato. Si tratta di un dato estremamente interessante, che riflette le pi\u00f9 recenti ricerche sulla scena contemporanea internazionale, come dimostrano le opere presentate quest&#8217;anno alla Biennale di Venezia. Quanto all&#8217;ultimo posto fatto registrare anche nel 2015 dal video, un mezzo espressivo che invece personalmente apprezzo molto, credo sia interessante una breve riflessione. Sono ancora numerose le opere video che possiamo ammirare nelle mostre e nei musei del mondo, in particolare laddove la ricerca assume un ruolo importante nella selezione degli artisti e delle opere.<\/p>\n<p>La presenza del video \u00e8 invece sicuramente pi\u00f9 esigua nelle fiere, dove le dinamiche di mercato guidano gli artisti verso l&#8217;utilizzo dei media pi\u00f9 facilmente fruibili per i collezionisti come la pittura. Ma, a prescindere dal mezzo espressivo utilizzato, credo che sia importante seguire e supportare gli artisti soprattutto nelle prime fasi della loro carriera dando loro la possibilit\u00e0 di esprimersi liberamente e di porre solide basi per la loro ricerca.<\/p>\n<p>Al termine della mia esperienza nella giuria di Combat Prize, desidero congratularmi ancora una volta con gli organizzatori del concorso. Ringrazio tutti gli artisti che hanno deciso di parteciparvi con le loro opere e auguro a tutti di continuare a lavorare con intatto entusiasmo, non smettendo mai di mettersi alla prova e con la consapevolezza che l&#8217;artista riveste un ruolo importante nella nostra societ\u00e0: quello di colui che sa guardare nel profondo la realt\u00e0 del nostro tempo e trasmettercela con occhi nuovi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Niente da vedere, Niente da nascondere di Andrea Bruciati In un recente sondaggio di Guido Mazzoni (I destini generali, Laterza) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":1165,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[57],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1164\/"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/"}],"about":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post\/"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5\/"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments\/?post=1164"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1164\/revisions\/"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1165\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/?parent=1164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories\/?post=1164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags\/?post=1164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}