{"id":997,"date":"2015-12-14T16:27:11","date_gmt":"2015-12-14T15:27:11","guid":{"rendered":"http:\/\/giovannasottini.it\/recensioni\/?lang=it"},"modified":"2016-01-27T15:47:00","modified_gmt":"2016-01-27T14:47:00","slug":"recensioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/recensioni\/","title":{"rendered":"recensioni"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>Walter Guadagnini<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; ancora in pieno divenire il lavoro di Giovanna Sottini, una pittura concentrata tanto sulle iconografie quanto sulla specificit\u00e0 della lingua, di uno strumentario tecnico concepito come autentico nucleo espressivo, ragione primaria dell\u2019agire. La quotidianit\u00e0 delle situazioni\u00a0che caratterizzano le opere della giovane artista viene posta in discussione, infatti, proprio da una pittura ossessiva, che giunge nelle prove migliori a trasformare corpi e oggetti in puri pattern decorativi, inducendo lo spettatore a interrogarsi sulla natura dell\u2019immagine, \u00a0senza rinunciare a una piacevolezza che lascia trasparire il piacere stesso dell\u2019azione pittorica. Ancora ricca di rimandi a precedenti storici ben individuabili, soprattutto nella concezione del rapporto tra pittura e fotografia, la ricerca di Giovanna Sottini lascia immaginare nelle sue prove pi\u00f9 recenti una maturazione i cui approdi non sono oggi ancora prevedibili, ma che \u00e8 facile intuire saranno improntati a un\u2019 ulteriore approfondimento di queste premesse, in vista di una sempre maggiore autonomia espressiva. E che non dovranno perdere la freschezza e la felicit\u00e0 del fare\u00a0che emerge da queste prime prove.<\/p>\n<p align=\"justify\">______________________________<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Giovanna Galli<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Rivivono sulle tele di Giovanna Sottini momenti vissuti intensamente, vibranti di energia, che sono rimasti impressi non solo nello sguardo ma anche nell\u2019anima della giovane pittrice. Attraverso un filtro psichedelico che intensifica la gamma cromatica, che vira l\u2019effetto luminoso, che amplifica il respiro compositivo, l\u2019artista ci sembra ricreare in ogni sua opera delle istantanee visive, brevi spezzoni narrativi caratterizzati dallo stesso stile rapido, ritmato e frammentario dei video clip.<\/p>\n<p align=\"justify\">______________________________<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Elena Abbiatici<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>&#8230;<\/strong>Nel mondo dell\u2019artista ci si entra se disposti al viaggio e a superare le proprie formae mentis. Ci si entra se si accoglie il diverso, si ha sete di incontrarlo e sperimentarlo, se ci si predispone all\u2019ascolto, al dialogo, all\u2019integrazione, all\u2019arricchimento, nella volont\u00e0 di svelare di ogni realt\u00e0 le sue radici, la sua storia, le sue ragioni.<\/p>\n<p>Il suo iter di creazione procede per stratificazioni, gradi, passaggi, supporti, \u00e8 repertorio di ricordi e rielaborazioni grafiche mentali, comunica riflessioni che dipanano dal reale verso una dimensione pi\u00f9 sospesa ma pi\u00f9 vera. La matrice di partenza \u00e8 il viaggio, ci\u00f2 che ne consegue il prodotto iconografico &#8211; magistrale e paziente \u2013 dell\u2019analisi suggerita.<\/p>\n<p>Il viaggio nella societ\u00e0 contemporanea \u00e8 sovente una delle migliori occasioni per camminare e giungere ad uno stato di ipnosi, ad una spaesante pace interiore in grado di farci prendere contatto con la parte pi\u00f9 inconscia del territorio, a scoprire e scoprirsi, pensare, nutrire la mente di colori, suoni, odori della strada. Ed \u00e8 il camminare a produrre luoghi, il camminare: un\u2019azione che \u00e8 \u201csimultaneamente atto percettivo e atto creativo&#8230; lettura e scrittura del territorio\u201d(Francesco Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica), atto di celebrazione del paesaggio, una sorta di pellegrinaggio rituale. La strada che Giovanna ha scelto di per- correre \u00e8 la strada dell\u2019esperienza, la strada di chi accetta il rischio, si mette alla prova, vuole riconoscere se stesso dal confronto con altri individui culture religioni costumi architetture sovrastrutture&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">______________________________<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Francesca Sottini<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Partire&#8230;<\/strong><br \/>\nil migliore dei verbi per suggerire l\u2019invito al viaggio e per augurare nuove esperienze. E\u2019 il comandamento per eccellenza in una famiglia come la nostra che ha saputo instillare nelle nostre vene quella visione autonoma delle cose che permette di far proprio anche il filo d\u2019erba. Voglio raccontare queste opere dal punto di vista (quasi) biografico, svelando i moti interiori che hanno permesso la loro creazione perch\u00e9 niente di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto \u00e8 disgiunto da un turbamento, da un\u2019emozione. Il primo momento \u00e8 a cavallo tra le scuole superiori e l\u2019universit\u00e0, un periodo particolare ma pregno di strascichi post-adolescenziali preziosi e significativi. Tre stagioni estive passate a Mykonos, l\u2019 \u201cisola che non c\u2019\u00e8\u201d, dove colleziona stimoli sensoriali e distorsioni percettive che le permettono di raccogliere materiale sufficiente per una piccola serie di quattro opere. Quattro fotogrammi delineati da alti margini bianchi che amplificano l\u2019effetto diapositiva. Flash, simboli, intrusioni mnemoniche nella Babele del divertimento oggi: disco, dj, ketamina e visioni mattutine posteriori! Un periodo simbolista alla Baudelaire. La tecnica usata finora \u00e8 sempre l\u2019olio al quale \u00e8 molto affezionata perch\u00e9 le permette di stenderlo e ristenderlo fino a quando si arrende all\u2019inafferrabilit\u00e0 della perfezione. E\u2019 quasi un gioco sapere che nessuna pennellata \u00e8 finita.<\/p>\n<p align=\"justify\">____________________<\/p>\n<p><strong>Claudio Spadoni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Premessa\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 certo per assecondare la tendenza giovanilistica, in voga ormai da tempo, che il Premio Marina di Ravenna ha adottato da due anni la scelta di riservare la manifestazione a giovani pittori. Una linea che solo in parte si discosta dalla lunga tradizione del &#8220;Marina&#8221;, peraltro opportunamente rimodellato rispetto alla formula iniziale dell&#8217;estemporanea, che aveva mostrato col passare degli anni tutta la sua inadeguatezza. Com&#8217;\u00e8 accaduto, peraltro, a tutte le analoghe manifestazioni sopravvissute anche alla tabula rasa sessantottesca.<\/p>\n<p>La scelta di un concorso riservato a pittori &#8216;under 40&#8217; \u00a0risponde piuttosto ad una duplice esigenza: quella di non proseguire con ulteriori e dunque un p\u00f2 scontati omaggi a figure gi\u00e0 ampiamente consacrate, e insieme la determinazione di puntare sulle continuit\u00e0 della pittura, sia pure intesa in tutte le sue possibili estensioni tecniche. Soprattutto per questo secondo aspetto, la fedelt\u00e0 alla tradizione del &#8216;Premio&#8217; intende trovare nel lavoro di giovani artisti quella peculiarit\u00e0 che non contraddice l&#8217;esigenza di tenere lo sguardo puntato sul nostro tempo.<\/p>\n<p>In altri termini, su quella condizione riassunta da una parola chiave come &#8216;il contemporaneo&#8217;, spesa frequentemente a rischio di approssimazioni ed equivoci anche grossolani. La scommessa pi\u00f9 forte, s&#8217;intende bene, sta proprio nella scelta di restringere il campo alla pittura per saggiarne la tenuta a fronte di tutti i nuovi media espressivi e le tecniche da &#8216;tradizione del nuovo&#8217;. Che, come appare evidente, sono tornate ad accogliere il consenso quasi incondizionato dell&#8217;ufficialit\u00e0 artistica dopo il &#8216;ribaltone&#8217; operato nei famosi &#8211; o famigerati, a seconda della opinioni &#8211; anni Ottanta: dalla Transavanguardia ai Nuovi Selvaggi, e affini, per intenderci, che hanno tenuto banco per una manciata d&#8217;anni, prima di subire un marcato ridimensionamento, fatte salve l debite eccezioni, quasi inevitabile.<\/p>\n<p>In fondo, la scelta della pratica pittorica per un giovane d&#8217;oggi sta a significare una coraggiosa fiducia nella possibilit\u00e0 d&#8217;essere comunque interprete del proprio tempo, ma in una continuit\u00e0 di memoria che \u00e8 insieme consapevolezza dei valori non surrogabili che la pittura rappresenta.<\/p>\n<p>Semmai, \u00e8 proprio il confronto con lo sterminato orizzonte della storia della pittura stessa a rendere ancora pi\u00f9 arduo ogni confronto, nel momento in cui si \u00e8 quasi del tutto dismessa l&#8217;abitudine a &#8216;vedere&#8217; e a intendere quanto l&#8217;opera dipinta pu\u00f2 ancora esprimere.<\/p>\n<p>Questa seconda edizione del &#8216;Marina&#8217; \u00e8 dunque quanto di pi\u00f9 lontano da una chiamata a raccolta di nostalgici; piuttosto, si tratta di giovani che non hanno ceduto alle lusinghe di strade diverse, e magari, almeno all&#8217;apparenza, pi\u00f9 agevoli.<\/p>\n<p>Mi sembra dunque un&#8217;occasione propizia, anche per un museo, il MAR, che premia con una mostra i cinque artisti selezionati, per dimostrare una volta di pi\u00f9 come la storia e attualit\u00e0 possano non solo convivere ma risultare reciprocamente necessari in un legame di consequenzialit\u00e0. Che poi questi giovani pittori, la coreana Bo Mi Kim, il fiorentino Sandro Palmieri, il varesino Marco Pariani, Marina Scardacciu di Sassari, Giovanna Sottini di Brescia, siano quanto pi\u00f9 diversi fra loro, mi pare buon segno. E se non \u00e8 pi\u00f9 la geografia a caratterizzare i loro modi espressivi &#8211; come lungo i secoli \u00e8 stato proprio delle &#8216;scuole&#8217; pittoriche, soprattutto italiane &#8211; ma sono ormai da molto tempo i portati di una internazionalit\u00e0 della cultura e un diffuso eclettismo, come si dice, ad affiorare anche sulla superficie storica della pittura, lo si dovr\u00e0 accogliere come una conferma di consapevolezza. Cos\u00ec come certe tracce rivelatrici, magari, di echi ritornanti di una memoria storica non del tutto svaporata: anche questo un segno certo di prerogative che rimandano alle ragioni prime tuttora sostenibili della pittura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Walter Guadagnini E&#8217; ancora in pieno divenire il lavoro di Giovanna Sottini, una pittura concentrata tanto sulle iconografie quanto sulla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":945,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-tpl_full_width.php","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/997\/"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/"}],"about":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page\/"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5\/"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments\/?post=997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/997\/revisions\/"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/945\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giovannasottini.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/?parent=997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}